Heather Mallick è autrice e docente universitaria di Toronto, e scrive per il Toronto Star

Sono arrivata a Toronto, da adolescente, proveniente da Kapuskasing, nella parte più settentrionale del Canada, e non me ne sono più andata. In qualche modo io e Toronto ora siamo sposati. Lo scandalo del nostro disastroso sindaco, Rob Ford, può rattristare ma io e Toronto restiamo insieme, e non solo in apparenza.

Visitare questa bella città multiculturale nel pieno dell’inverno significa far fare a Toronto quello che le riesce meglio – venderti una giacca invernale. (Buona fortuna se ne cerchi una a Oslo. Io ci ho provato.) Il cappotto a Toronto è la Tessera Ufficiale del Coraggio e noi lo indossiamo fieri. Può nevicare in abbondanza o non nevicare affatto, ma ci sarà sempre un vento ghiacciato e avrai sempre freddo. Dirigiti verso Holt Renfrew e compra un piumino canadese, l’unico giaccone carino mai prodotto. Un po’ più a ovest, troverai il più grandeRoots, un negozio che vende stivali veramente ottimi – io ho i bassi, i medi e gli alti, e tutti mi tengono calda sui marciapiedi ghiacciati – e molti accessori ispirati al “tenere caldo”, come confortevoli cose fatte a maglia.

Il Royal Ontario Museum si trova un po’ più a ovest. Andavamo a visitarlo quando ero piccola e io mi sono innamorata di questo posto, con il suo aspetto stranissimo. Margaret Atwood ha scritto un romanzo, “Life before man”, su questo museo e sui romantici disastri del suo staff. La Atwood, che insieme ad Alice Munro è tra le nostre migliori scrittrici, ha saputo carpire in modo brillante l’essenza del luogo, i suoi dinosauri, le sue sculture di saponaria, l’esposizione di insetti, gli abiti da sera e i gioielli selvaggiamente contorti. Se cerchi la semplicità, vai verso sud (che a me sembra vero per l’intero pianeta), fino a Queen Street e King Street. Qui troverai un ottimo grande magazzino, l’Hudson’s Bay (più cappotti), e strade piene di ristoranti e negozi sparsi in ogni direzione, da Little India a nord-est a Chinatown a ovest, mentre a sud c’è tutto il resto del mondo.

Dulcis in fundo – l’Art Gallery of Ontario, un edificio imponente vicino a Chinatown, pieno di opere canadesi, dai dipinti, intrappolati nella neve,del XIX secolo di Cornelius Krieghoff al cupo Group of Sevene. L’edificio, recentemente ristrutturato da Frank Gehry, ha sulla facciata quello che fondamentalmente è un gigantesco pesce di legno. Ho passato l’infanzia pescando in barca. So cos’è il pesce. Il Canada è sempre stato patria di taglialegna e una riserva d’acqua, e l’AGO non se ne vergogna.

Toronto è una città del Canada del sud con una voglia matta di nord. È vero che la mia anima appartiene a questa terra, ma io amo davvero l’inverno.

Foto The Royal Ontario Museum

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