Catherine McCormack è una docente universitaria di storia dell'arte e autrice della Hedonist's Guide to Rome. Ecco le sue perle

Mi sono innamorata di Roma in un’età critica. Pochi giorni prima del mio ventiduesimo compleanno arrivai nella città eterna, dove vivo tuttora, avendo in mano l’indirizzo di una scuola fuori città nella quale ero stata assegnata in qualità di assistente madrelingua. Dieci anni dopo, per Roma era nato un amore senza il quale non potevo vivere. Cercavo sempre una scusa per tornarci come scrittrice di viaggi e docente di storia dell’arte: penso addirittura di aver scelto una carriera che mi avrebbe portato a ritornare nella caput mundi, e col passare degli anni ho scoperto i suoi tesori d’arte nascosti.

Sant’Agostino, su una strada tranquilla dietro il Pantheon (Piazza di Sant’Agostino, chiusa ogni giorno tra le 12:30 e le 16:00) ospita la mia pala d’altare di Caravaggio preferita. La Madonna dei Pellegrini, con il suo seno meravigliosamente prorompente, poggiata sul piede aggraziato di fronte ai pellegrini sporchi e impolverati sulla soglia di casa, entra nelle ombre fredde della chiesa come una scultura che prende vita.

I visitatori si radunano a Trastevere a caccia della Roma autentica, ma pochi si avventurano nella parte est di Viale Trastevere, la più tranquilla e calma. Mi piace entrare nella bella chiesa di Santa Cecilia in Trastevere (22 Piazza di Santa Cecilia) per vedere l’affascinante e agghiacciante scultura, ad opera di Stefano Maderno, della vergine martire, che rappresenta il suo corpo intatto, riesumato 700 anni dopo la sua esecuzione.

Poi c’è il sandwich architettonico della Basilica di San Clemente. Una basilica del XII secolo con mosaici luccicanti, che vi accoglie al livello della strada e mostra una eccezionale cappella affrescata dal Masaccio con la vita della santa di cui porto il nome, Caterina. Ma la vera sorpresa è più in basso, in fondo alle scale a destra della navata che portano agli scavi di una basilica del IV secolo, un tempio romano di Mitra, e una casa romana del I secolo con acqua corrente, probabilmente una catacomba in cui si riunivano i protocristiani.

A sud del fiume, nel moderno quartiere Ostiense, la Centrale Montemartini si fonde in un modo nuovo con la Roma antica. L’ambientazione industriale, una vecchia centrale elettrica, ora ospita una grande quantità di sculture dei Musei Capitolini. La freddezza luccicante dei pezzi di marmo fa vibrare le corde dell’estetica con i macchinari lucidati che li fronteggiano. Per aumentare la poesia, c’è a pochi passi il Cimitero Protestante, dove potrai rendere omaggio ai poeti romantici Shelley e Keats, che sono sepolti là.

Foto Getty Images

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