John Fitzgerald è nato a Montreal e ha vissuto 30 anni a Toronto. È il caporedattore di Grand Luxury Travel

Capodanno e i giorni successivi sono un buon periodo per visitare Toronto. Manca qualche mese a grandissimi eventi come il Toronto International Film Festival, il Caribana, l’Hot Docs e l’International Festival of Authors. C’è meno gente e i ritmi sono più blandi, ma ci sono comunque tantissime cose da fare. Posso testimoniarlo personalmente. Vivo qui.

Tutte le sgradevoli notizie recenti sulle bravate del sindaco Rob Ford hanno oltrepassato i confini del municipio di Toronto; proprio fuori da qui c’è Nathan Phillips Square, che è stata trasformata in un’incantevole pista di pattinaggio sul ghiaccio per i mesi invernali. La pista, dove si noleggiano i pattini, attira cittadini di Toronto e turisti, con pattinatori alle prime armi o esperti che scivolano sulla superficie ghiacciata. Io ci passo spesso quando faccio volontariato alla mensa dei poveri lì vicino. Attraverso sempre la piazza, che per un po’ è stata sede delle Forever Bicycles dell’artista dissidente cinese Ai Weiwei ed è stata terreno di contestazione da parte di chi voleva Ford fuori dal governo della città. È una città di attivisti.

La piazza è a cinque minuti a piedi dal centro commerciale Eaton Centre su Yonge Street, e dal negozio della catena The Bay su Queen Street West. Se sei in visita con i bambini, l’attrazione turistica più recente è il Ripley Aquarium of Canada, alla base della CN Tower, che attira grandi folle ed è veramente affascinante. Troverai in esposizione 16.000 esemplari che rappresentano in maniera meravigliosa gli habitat marini di tutto il mondo.

Toronto è la città dei quartieri e The Annex, a nord del campus della University of St George di Toronto, è il mio preferito. Vado spesso in bicicletta per le sue strade alberate, dove ha vissuto la scrittrice Margaret Atwood, e dove abitò, nella sua villetta a schiera, Jane Jacobs, l’urbanista che scrisse The Death and Life of Great American Cities, fino alla sua morte avvenuta nel 2006. The Annex è il quartiere in cui ci sono i club delle confraternite, le abitazioni dei docenti universitari e le residenze di avvocati e medici che vivono in posticini graziosi e case con il tetto a spiovente. Su Bloor Street, tra Spadina e Bathurst, sei proprio al centro di bar e negozi che attirano i giovani studenti. Il mio quartiere è più vicino a Yorkville, un’enclave di negozi originali come il 119 Corbo, che vende abbigliamento pret-a-portér di alto livello, ristoranti come Pangaea, tra le cui portate principali ci sono bisonte, petto di fagiano e calamari alla griglia. Oltre all’albergo delle celebrità: l’Hazelton Hotel. Toronto ha anche uno stile British: assaggia il fish and chips e le tante birre alla spina all’Oxley Public House, un confortevole posto sulla Yorkville Avenue.

Alcuni affermano che Yorkville – negli anni ’60 sede di caffè alla moda nei quali hanno suonato Joni Mitchell e Gordon Lightfoot – abbia perso la sua vena cool a causa del processo di gentrificazione. Io non condivido la loro critica, anche se le sue strade sono, attualmente, spesso intasate dalle supercar. Hazelton Avenue a Yorkville è una delle strade residenziali più belle, grazie alla costosa riqualificazione delle case vittoriane.

Nelle vicinanze sorge il Royal Ontario Museum, il più vasto ed eclettico museo di tutto il Canada, con gallerie cinesi spettacolari. C’è stata una controversia locale legata al ridimensionamento della facciata, costruita nel 1933, del palazzo della Michael E-Chin Crystal Gallery, progettato da Daniel Libeskind e completato nel 2007. È una faccenda che entusiasma oppure fa inorridire i cittadini di Toronto, ma come turista abituato alle sette meraviglie del mondo, potresti chiederti perché tanto clamore.

Foto di Dreamstime

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