Il giornalista gastronomico Michael Shafran è un newyorkese trapiantato a Sydney, e il fondatore della panetteria artigianale Brooklyn Boy Bagels. Ecco il suo contributo sulla trasformazione improbabile di due delle zone più disastrate della città in punti di interesse gastronomico

Quando mi sono trasferito a Sydney 13 anni fa, Chippendale e Redfern erano zone off-limits. Il primo era un quartiere buio e degradato, tenuto in vita da un pub locale, e prossimo a ereditare la massa scura post-apocalittica delle rovine della Carlton & United Brewery. Redfern era ritenuto (a ragione o no) il luogo più pericoloso del centro città.

Ma, come gran parte di Sydney, questi quartieri gemelli – uniti da Regent Street e dalle stazioni ferroviarie di Redfern e Central – sono cambiati radicalmente e irreversibilmente. Redfern sta attirando giovani creativi con i suoi baretti-punti di ritrovo, i negozi vintage, le caffetterie moderne e i ristoranti all’avanguardia con le vetrine nuove di zecca. La stella di Chippendale è salita ancora più velocemente, trasformata dai grattacieli e dai centri commerciali che hanno diverse funzioni, oltre ai 6500 metri quadrati del Central Park, sorti dalle ceneri della storica fabbrica di birra CUB alla fine del 2013 .

Ancora prima dell’arrivo di Central Park, la rinascita di Chippendale era iniziata con il White Rabbit, migliore galleria della città. Questa imponente collezione privata ha un focus costante sull’arte cinese contemporanea dopo il 2000: dagli spazi dedicati a installazioni video ai display meccanici interattivi e alle insegne al neon. C’è anche una rilassante sala da tè all’ingresso, specializzata in tè cinese pregiato, naturalmente.

Segui Balfour Street fino all’estremità opposta e scoprirai Brickfields, un panificio – con lievito naturale – artigianale che fa il miglior caffè del quartiere e offre un piccolo menù delizioso con piatti dalle sfumature medio – orientali come peperoni arrostiti con labna, olive, uovo bollito su lievito naturale; e panini con petto di manzo e cavolo, peperoncino e maionese alle acciughe. Per non essere da meno, Redfern ha una nuova caffetteria vivace sul modello di Three Williams, un ampio spazio che offre piadine “narnie”, un’isola di caffè monorigine, e The Merchant, l’evoluzione -ideata dallo chef- di un rotolo di pancetta e uova servito con sottaceti, peperoncino, cavolo e una brioche al sesamo.

Due dei migliori nuovi ristoranti della città ora hanno preso casa nella zona. Il Moon Park è un ristorante coreano moderno raggiungibile tramite una scala non segnalata che porta a una terrazza illuminata da lampade a incandescenza. La coppia di chef Bean Sears e Eun Hee si è conosciuta nel ristorante-istituzione Claude, e qui ricreano la cucina coreana con finezze artistiche e talento culinario, ma a prezzi abbordabili. Un loro marchio di fabbrica è il bibim: una ciotola da mescolare con porzioni separate di riso verde e marrone, noci candite, broccolini in scaglie e granchietto con chele morbide, guarnita da crumb al burro marrone in stile francese. Il tutto è servito da personale in grembiule di design ed è accompagnato da una carta di vini a fermentazione naturale. Prova la yakju di riso nero (l’amaro medico) come digestivo.

Si parla bene anche di Ester,un ristorante minimalista con forno a legna che non ha paura di mettere insieme sui carboni l’oriente e l’occidente. Lo chef Mat Lindsay (ex-Vini) fa miracoli con mezzo cavolfiore scottato, guarnito con mandorle tostate, crema di mandorle e foglie di menta. Gli amanti della carne possono regalarsi una bistecca con l’osso e su un osso aperto con midollo in salsa XO. Per dessert, una torta tres leches dell’America Latina.

Tutto questo cibo può farti venire sete, e troverai una nutrita serie di baretti per rilassarti e farti un drink. Da queste parti c’è una positiva mancanza di pretese, sebbene si possa approfondire la selezione di whiskey e cocktail nell’hipster Arcadia Liquori; assaggiare il rum artigianale speziato in botte nel locale ispirato alle storie di cappa e spada Angry Pirate; cercare qualcosa di diverso con i cocktail classici al Freda; oppure abbinare vini con formaggi e cibi australo-israeliani “Ausraeli” nel bar-gastronomia di Zigi Art Wine Cheese Bar.

Foto Michael Shafran

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